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Fincantieri avrebbe bisogno di 5-6 mila lavoratori e non li trova

12/07/2019

Il lavoro c' , ma nessuno lo vuole. il paradosso di una penisola che non si riconosce pi.
Vittorio Macioce per il Giornale

Qualcuno ancora ricorda il Rex, il transatlantico dei sogni, quello di Fellini in Amarcord, che scivola come un' apparizione sulle coste dell'Adriatico, come la sagoma di una giovinezza perduta. Era cos grande e veloce da fare invidia al mondo. Ora non che gli italiani non sappiano pi progettare le navi. Lo fanno, e forse siamo ancora i migliori, solo che si fatica a trovare saldatori, carpentieri, falegnami, operai specializzati. Il lavoro c' , ma nessuno lo vuole. il paradosso di una penisola che non si riconosce pi.

una mattina di un'estate troppo calda e Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, sta parlando a una conferenza della Cisl, uno di quegli incontri dove aziende e sindacati cercano di capire cosa non funziona. Le parole del vecchio manager sono semplici, ma cos spiazzanti da ribaltare ogni prospettiva. Dice.

Nei prossimi due o tre anni avremo bisogno di 5-6mila lavoratori ma non so dove andarli a trovare. Abbiamo lavoro per dieci anni e cresciamo a un ritmo del 10% ma sembra che i giovani abbiano perso la voglia di lavorare. Non capisco perch ci si accontenta di fare il rider per 500-600 euro, da noi un lavoratore medio prende 1.600 euro: purtroppo mi sembra che su questo abbiamo cambiato cultura.

Questo non il mondo alla rovescia di Fincantieri. La ricerca di operai un ritornello che si ripete in tutto il Nord. A Torre de' Roveri, alle porte di Bergamo, c' un' azienda siderurgica.

Il proprietario si chiama Roberto Barbetta e racconta: Siamo come i sarti che confezionano abiti su misura. Non abbiamo sentito la crisi e le commesse sono cresciute. Vorremmo assumere, ma da un anno non troviamo profili giusti. Lo stesso discorso arriva da un produttore di bottoni bresciano leader nel mercato europeo. La piemontese Valvo Metal non trova operai meccanici. Si pu andare avanti per ore. Il caso c' e sta diventando difficile chiudere gli occhi.

Che sta succedendo? Certi lavori fanno paura. Sono i lavori del Novecento, pesanti, fordisti, da posto fisso, sicuri, con i turni di otto ore, gli straordinari pagati, le ferie d' agosto, tanta fatica, poca incertezza. Non sono lavori per tutti, perch certi mestieri devi saperli fare. Il sospetto che siano fuori da questo tempo. questa la mutazione culturale di cui parla Bono. Non ci appartengono pi. come se fossero scomparsi dall' orizzonte di una generazione in cerca di lavoro. pi semplice fare il fattorino per Deliveroo. Non pi bello. Ti pagano di meno, ma per paradosso pi affine a questa era precaria e incerta.

Il rider un mestiere improvvisato. Non serve formazione. Nessuno pensa di farlo per tutta la vita. Ti lascia aperte le porte all' imponderabile. Non ti imprigiona. C' l' illusione di potere gestire il tempo, quella della giornata, quello del futuro. Non solo una necessit. Qualche volta pu essere la scelta, magari sbagliata, di un male minore. , appunto, una rivoluzione culturale del lavoro.

Tutto questo ha per un costo individuale e sociale. L' Italia sembra un animale sospeso in una metamorfosi interrotta. il risultato di una mutazione genetica ferma a met. Ha rinnegato il passato senza avere un futuro. Non ha operai e neppure laureati. Non ha la testa e ha perso le mani. il Sud senza imprese e il Nord senza lavoratori. un paese di vecchi che si credono giovani e giovani che si sognano vecchi. amarcord senza memoria. Tutti, generazione dopo generazione, stiamo qui ad aspettare il passaggio del Rex, ma nei cantieri non c' pi nessuno che lavora per costruirlo.



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