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Pi che il lavoro cerca i like sui social

15/04/2019 | Pordenone

Il Tribunale di Pordenone da ragione ad un operaio che non voleva pi versare il mantenimento per la figlia 26enne che non studio, non lavora e non cerca lavoro.

Se a 26 anni non studi, fai la bella vita con gli amici, non lavori n hai mai lavorato e te ne guardi bene dal cercare un impiego, come puoi pretendere che tuo padre, che per giunta fa l' operaio, continui a mantenerti? Se non c' limite alla vergogna qualcuno deve pur mettere un freno al fancazzismo militante. E quel qualcuno, stavolta, stato il giudice di Pordenone che ha stabilito che tra un anno la signorina in questione dovr dire addio all' assegno di mantenimento del genitore che si era rivolto al tribunale perch non tollerava pi di dover sborsare 200 euro al mese alla figlia fannullona.

Certo, non si tratta di una grande cifra, ma si d il caso che il pap, come detto, non abbia un lavoro particolarmente remunerativo. Se poi aggiungiamo che il padre, separato dalla moglie, sgancia la somma da dieci anni all' ex consorte per il sostentamento della ragazza, be', il totale supera i 20 mila euro.

La sentenza, dunque, tra dodici mesi metter fine a un vero e proprio salasso. E dire che in questi casi i magistrati si sono spesso schierati dalla parte dei figli secondo il principio per cui la prole va mantenuta fino al raggiungimento dell' indipendenza economica: l' orientamento per, come vedremo, negli ultimi anni cambiato.

Nel caso specifico il giudice non ha potuto ignorare le centinaia di foto che la ragazza, la quale peraltro ha abbandonato la scuola non ancora maggiorenne, ha pubblicato nel tempo sul proprio profilo Facebook, scatti che la ritraggono quasi sempre mentre fa festa con gli amici, compra vestiti nuovi e si d alla pazzia gioia in vacanza.

Alla caccia a un impiego molti ormai preferiscono la caccia ai "mi piace", i tempi purtroppo sono questi. Si voleva far capire al tribunale che la giovane non si d da fare per cercare un lavoro, questa situazione non poteva durare all' infinito spiega l' avvocato del pap. Se la ragazza non autosufficiente colpa della sua inerzia. Il padre contento, continua il legale, convinto che sia una sentenza educativa e che alla figlia sia stata data una lezione di vita. Gi.

La controparte invece sperava che il giudice tenesse conto di un' altra sentenza, emessa un anno fa sempre dal tribunale di Pordenone, in base a cui un padre stato obbligato a versare 350 euro al mese alla figlia, anche lei 26 enne, perch non aveva raggiunto l'indipendenza economica. Il padre si era reso disponibile a farsene carico soltanto in caso di bisogno, ma non era pi disposto a scucire la somma solo perch la ragazza non voleva trovarsi un lavoro dopo aver scelto di abbandonare l' universit. Il giudice ha deciso diversamente.

E per di recente la Cassazione, in pi occasioni, ha stabilito lo stop all'assegno di mantenimento dei figli maggiorenni nei casi in cui l'indipendenza economica non sia stata raggiunta per un atteggiamento di inerzia o per un ingiustificato rifiuto di occasioni di lavoro.

C' stato il caso del figlio di 30 anni che pretendeva ancora la "paghetta" dal pap nonostante il lungo periodo trascorso a bighellonare all' universit e quello della signora di 33 che dopo aver conseguito la laurea in medicina e aver ottenuto l' abilitazione per fare l' odontoiatra chiedeva ancora i soldi al padre perch non aveva voglia di cominciare a lavorare. E ancora, una 36 enne laureata in architettura, pur non avendo uno straccio di lavoro e vivendo ancora con la madre, ha rifiutato un impiego offertole dal padre nel settore dell'edilizia: anche lei voleva continuare a scroccare, ma le andata male e la cosa non ci dispiace neanche un po'.



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