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Master Class di Barbara Albert

16/03/2018 | LABA, via Don Vender 66 (Brescia)

Un importante appuntamento della 36a edizione del Festival bergamasco Bergamo Film Meeting vedr protagonista la regista austriaca Barbara Albert e verr ospitato dalla LABA. Alla regista stata dedicata una personale completa nella sezione del festival Europe Now!, dedicata al cinema europeo contemporaneo.
Aperta al pubblico con INGRESSO LIBERO. La masterclass si svolger in inglese, con traduzione in italiano. Modera lincontro Caterina Rossi, docente di Storia del Cinema e Storia dello Spettacolo (LABA).

BARBARA ALBERT

Figura di rilievo del nuovo cinema austriaco, sia come regista che come sceneggiatrice e produttrice, Barbara Albert autrice che nelle sue opere incarna la problematicit del tempo presente, osservato con profonda attenzione per lo smarrimento della giovent europea cresciuta alla fine dei due blocchi. Nata a Vienna nel1970, la regista appartiene a una generazione che ha dato linfa e personalit alla cinematografia austriaca, rendendola finalmente capace di esprimere una visione problematica e alternativa al retaggio della societ piccolo-borghese prosperata nel dopoguerra. Dopo gli studi alla Vienna Film Academy, Barbara Albert si fa notare nei festival internazionali con una serie di cortometraggi e soprattutto con il mediometraggio Somewhere Else, girato a Sarajevo nel 1996, in cui, attraverso il ritratto di quattro giovani donne sopravvissute alla guerra, gi dimostra la sua spiccata capacit di esprimere il contrasto tra Storia e Umanit che si incarna nel destino est europeo. Dopo aver firmato nel 1998 assieme a Micheal Grimm e Reinhard Jud Slidin Alles Bunt und Wunderbar, una trilogia a episodi dedicata alla vita notturna della giovent viennese, Barbara Albert esordisce nel lungometraggio con Nordrand (1999), in cui, sullo sfondo di un quartiere popolare della periferia viennese, compone il ritratto di una generazione deprivata di aspettative. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia (dove procura a Nina Proll il Premio Mastroianni per lattrice emergente), il film impone la regista sulla scena internazionale e la spinge su un cammino di ulteriore consapevolezza generazionale, che si concretizza nella decisione di fondare assieme a Jessica Hausner, Antonin Svoboda e Martin Gschlacht la Coop99, una societ di produzione che ancora oggi resta un punto di riferimento per il migliore giovane cinema dellEuropa centrale. La sua costante attenzione per lintreccio di destini e responsabilit condivisi da personaggi sospesi tra leggerezza esistenziale e annichilimento sociale prende forma nella sua opera seconda, Bose Zellen (Free Radicals, 2003), con la quale va in Concorso a Locarno, mentre nel 2006 torna in Concorso a Venezia con Fallen (Falling), sguardo al femminile su attese tradite e speranze residue, scritto sulla pelle di cinque amiche che si ritrovano immancabilmente cambiate dopo anni di lontananza. La stessa attenzione per il destino dellEuropa orientale come scenario delle contraddizioni storiche e attuali del continente, che lha portata a produrre due film della regista bosniaca Jasmila Zbanic (Il segreto di Esma, Orso dOro a Berlino 2006, e Il sentiero, 2010), la spingono a realizzare nel 2012 Die Lebenden, in cui una giovane austriaca di origini rumene che vive a Berlino scopre il passato nazista del nonno. Ancora un personaggio femminile sospeso sulla complessa elaborazione della propria identit al centro del suo primo film in costume, Mademoiselle Paradis (2017), ritratto di una pianista e compositrice cieca vissuta in Austria alla fine del Settecento.
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