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Consegna del primo

19/12/2017 | Sala Consiliare di Palazzo Frizzoni

A ritirarlo studentesse di Urbania, Terni e Reggio Emilia

Saranno studentesse di Urbania, di Terni e di Reggio Emilia a ritirare, marted 19 dicembre alle ore 11.30 nella Sala Consiliare di Palazzo Frizzoni, il Premio Maria Riboli. Si tratta delle prima edizione del concorso di moda nazionale che il Comune di Bergamo, il Comune di Borgo di Terzo, quello di Solza, di Vigano San Martino e lIstituto dIstruzione Superiore Caterina Caniana hanno istituito per ricordare Maria Riboli, la trentatreenne bergamasca uccisa durante un assalto jihadista a Dacca, in Bangladesh, un anno e mezzo fa.

Maria Riboli, originaria di Vigano San Martino, ma che negli ultimi anni si era trasferita a Solza, aveva frequentato lIstituto Caniana specializzandosi nel campo della moda, sua grande passione; divenuta manager nel settore tessile, si trovava in Bangladesh proprio per motivi di lavoro.

Il premio, che marted sar consegnato per la prima volta, ha durata di 11 anni, pensatoper promuovere iniziative finalizzate a condannare la violenza e ad educare alla tolleranza e al rispetto anche attraverso lespressione artistica che caratterizza la produzione di moda. Le studentesse che ritireranno il primo sono frequentanti il 4 o 5 anno di un corso di un istituto di istruzione superiore del settore della moda in tutta Italia, e si vedranno assegnare una borsa di studio del valore di 1.000, 600 e 400 euro. Uno speciale premio andr a una classe dello stesso Istituto Caniana di Bergamo.

Con il concorso e le borse di studio in memoria di Maria Riboli vogliamo, ogni anno, riaffermare la nostra ferma condanna del terrorismo e di chi uccide in nome della fede sottolinea la Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Bergamo Marzia Marchesi, Leducazione costituisce uno strumento importantissimo per trasmettere questi valori, e per questo abbiamo deciso di ricordare la nostra concittadina istituendo tre borse di studio proprio nella scuola di moda che Maria Riboli aveva frequentato. Sono certa che questo sia il modo migliore per ricordarla e per far s che tantissimi giovani in Italia possano conoscere la sua storia e la sua passione per questo lavoro.



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